villa soave
- Data progetto 2024
2024
Un equilibrio sottile tra materia e luce definisce questo progetto.
L’architettura si esprime come sintesi tra rigore formale e sensibilità percettiva, e ogni dettaglio è concepito per costruire un’esperienza sensoriale.
I volumi, netti e sovrapposti, si articolano in un dialogo armonico tra pieni e vuoti, mentre le superfici materiche in calcestruzzo, pietra, alluminio e legno compongono una palette materica naturale, capace di definire con coerenza il carattere e l’identità dell’edificio.
L’ampia vetrata continua dissolve il confine tra interno ed esterno, trasformando lo spazio abitativo in un’esperienza fluida e permeabile. La luce naturale diventa protagonista, scivolando sulle superfici e mutando durante il giorno, accompagnando la vita domestica con variazioni sottili e suggestive.
L’acqua si inserisce con discrezione e raffinatezza nel progetto, configurandosi come una vera e propria scenografia d’ingresso, amplificando la percezione di continuità e riflettendo l’architettura in un gioco di rimandi visivi. Il bordo a sfioro sul lato principale genera una cascata continua, un segno dinamico che anima il prospetto, accompagnando lo sguardo e il percorso verso l’interno.
La cascata a sfioro non è solo un elemento visivo, ma introduce una dimensione sonora continua che accompagna l’esperienza dello spazio. Il flusso costante dell’acqua genera un sottofondo uniforme, quasi assimilabile a un suono bianco: una presenza discreta che non invade, ma avvolge.
Questo velo acustico contribuisce a smorzare i rumori esterni, creando una condizione di maggiore intimità. Il ritmo regolare dell’acqua, privo di picchi o interruzioni, favorisce una percezione di calma diffusa, trasformando l’ingresso e gli spazi adiacenti in un ambiente sospeso, dove il tempo sembra rallentare.
In questo modo, la cascata diventa un dispositivo sensoriale completo: non solo scenografia in movimento, ma anche elemento capace di costruire atmosfera, definendo un paesaggio sonoro delicato che accompagna la vita quotidiana con naturalezza.
La scelta del rivestimento in listellato verticale introduce un ulteriore livello di lettura: una pelle vibrante e dinamica che cela le ante e i sistemi di oscuramento, mantenendo la purezza volumetrica dell’involucro. Questo diaframma sottile filtra la luce, modulando il rapporto tra interno ed esterno con eleganza e discrezione. Al calare della sera, l’edificio si trasforma: la luce artificiale attraversa il ritmo del listellato e restituisce un’immagine calda e sospesa, evocando la delicatezza di una lanterna, una presenza luminosa che abita lo spazio con misura e poesia.
La scelta di adottare una listellatura in alluminio con finitura effetto bronzo nasce dalla volontà di coniugare prestazioni tecniche elevate e qualità percettiva. Il materiale garantisce durabilità, resistenza agli agenti atmosferici e ridotta manutenzione, mentre la finitura metallica introduce una componente sensibile e mutevole, capace di arricchire l’architettura nel tempo.
L’effetto bronzo, lontano da una tonalità statica, si comporta come una superficie viva: reagisce alla luce naturale variando intensità, profondità e temperatura cromatica nel corso della giornata. Nelle ore mattutine assume riflessi più chiari e dorati, mentre, con l’inclinarsi del sole, si intensifica in toni più caldi e avvolgenti, fino a diventare quasi materico e vellutato al tramonto.
La ritmicità della listellatura amplifica questo fenomeno, generando un gioco calibrato di ombre e riflessi che si proietta sulle superfici adiacenti, quali calcestruzzo, pietra e vetro, instaurando un dialogo continuo tra i materiali.
Ne deriva una percezione dinamica dell’involucro, mai uguale a sé stesso, capace di trasformarsi con discrezione e di restituire all’edificio una presenza vibrante, in equilibrio tra rigore compositivo e sensibilità luminosa.
La scelta di utilizzare il calcestruzzo a vista per i soffitti interni e parte delle pareti risponde alla volontà progettuale di restituire autenticità materica allo spazio, rendendo leggibile il processo costruttivo e conferendo all’architettura una presenza solida, quasi primordiale.
Le casseforme, realizzate con tavole sfalsate di diverse dimensioni e spessori, imprimono sulla superficie un ritmo irregolare e vibrante, una trama che trattiene la luce e ne enfatizza le variazioni, trasformando ogni parete in un racconto tattile.
Questa matericità dichiarata si pone in dialogo consapevole con le superfici più levigate e riflettenti delle listellature, generando un contrasto calibrato tra ruvido e liscio, opaco e luminoso.
Il calcestruzzo assorbe la luce, la smorza e la rende profonda; le finiture metalliche, al contrario, la riflettono e la diffondono, creando riverberi e accenti dinamici.
Ne deriva un equilibrio compositivo in cui le superfici non sono semplici rivestimenti, ma strumenti percettivi: il calcestruzzo radica lo spazio, lo rende stabile e introspettivo; le listellature lo alleggeriscono, introducendo variazioni cromatiche e vibrazioni luminose.
in questa tensione tra peso e leggerezza si costruisce un'esperienza abitativa ricca, dove ogni materiale contribuisce a definire atmosfera e identità.
